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La dieta Adamski funziona? Valutiamo i pro e i contro

Dieta Adamski funziona davvero benefici controindicazioni

Oggi parleremo di un metodo di dieta alternativo proposto da un naturopata e osteopata, che ha dato il nome alla dieta: la dieta Adamski.

L’ideatore, Frank Laporte Adamski, ha sviluppato alcune regole base che caratterizzano la sua dieta, risultato di un’adeguata combinazione di alimenti per migliorare la digestione, evitando gonfiore, meteorismo e reflusso, inducendo la perdita di peso.

I problemi di una cattiva digestione

Secondo Adamski la causa di numerosi problemi e fastidi che minano al benessere del nostro organismo dipendono da un’errata combinazione degli alimenti che mangiamo.

Perché stia bene l’intero organismo occorre che l’intestino funzioni adeguatamente.

Per ottenere ciò serve conoscere ciò che mangiamo, sapere come assumere determinati alimenti e il loro tempo di digestione in maniera tale da non far lavorare eccessivamente l’intestino e, così, pesare sull’intero organismo.

La suddivisione degli alimenti

Adamski divide i cibi in tre macrogruppi: veloci acidi, lenti non acidi e neutri.

Quando si parla di acido non c’è un rimando alla gradazione del PH, ma si riferisce alla velocità con cui il nostro apparato gastrointestinale riesce a digerire gli alimenti.

Suddividere i gruppi è alla base della dieta Adamski: non vanno mai abbinati alimenti veloci e lenti assieme, perché ciò causa cattiva digestione.

Ecco la suddivisione:

  • CIBI VELOCI ACIDI:un alimento viene definito veloce, secondo il pensiero di Adamski, se viene digerito in un intervallo di tempo che va dai 30 minuti alle due ore. Ne sono un esempio la frutta, lo yogurt, il miele, i pomodori, etc. Per quanto riguarda la frutta, va consumata una sola porzione al giorno entro e non oltre le ore 17, perché poi rischia di non essere digerita adeguatamente.
  • CIBI LENTI NON ACIDI: vengono considerati lenti gli alimenti che vengono digeriti in circa 4-5 ore. Ne sono un esempio la carne, il pesce, la verdura, le olive, etc.
  • CIBI NEUTRI: vengono definiti neutri gli alimenti che facilitano la digestione sia dei cibi veloci che lenti, per questo vanno uniti a quelli delle altre categorie. C’è una lista interessante di cibi neutri, tra cui spiccano: il vino rosso, che facilita la digestione grazie alla sua ricchezza di tannini (è consentito berne solo un calice); l’olio extravergine di oliva a crudo, che lubrifica l’intestino evitando il deposito di tossine.

Dieta ipocalorica e altri metodi

Secondo l’ideatore Adamski, questa dieta ipocalorica ha effetto già dopo 3-4 giorni.

Viene accompagnata anche alla combinazione di tecniche manuali e aromaterapia.

Attraverso un massaggio mirato, che interessa determinati punti della pancia, viene stimolato il corretto funzionamento dell’intestino, così che riesca a lavorare a pieno regime eliminando le scorie e donando benessere all’intero corpo.

Il massaggio deve essere effettuato dalle mani esperte di un terapeuta, non amatorialmente a casa, perché bisogna conoscere non solo i punti interessati da premere, ma anche la forza e la spinta che servono per avere effetti benefici.

Suddivisione basilare dei pasti

Le regole base della dieta dicono di combinare adeguatamente gli alimenti, ma come decidere quando dare precedenza agli alimenti veloci o lenti?

Ecco delle linee guida per i pasti principali:

  • Colazione: secondo la dieta Adamski è il pasto più importante della giornata, nel quale è preferibile consumare alimenti acidi veloci, ad esempio lo yogurt;
  • Pranzo: pasto in cui si prediligono alimenti lenti, da consumarsi almeno 5 ore dopo la colazione;
  • Spuntino: cibi veloci da consumare dopo 5 ore rispetto al pranzo;
  • Cena: come per il pranzo, vengono preferiti cibi lenti, da consumarsi almeno un’ora e mezza dopo lo spuntino pomeridiano.

Controindicazioni della dieta Adamski

La dieta Adamski non è consigliata in caso di intolleranza al lattosio, vista la grande quantità di latticini proposti come opzioni, il ciò rende la dieta più pesante del dovuto.

Sono stati riscontrati alcuni errori nella dieta: alcuni medici pensano che gli alimenti non vadano divisi in veloci ,lenti e neutri, bensì in acidi, neutri e alcalini in base al loro livello di PH. 

Il metodo consigliato per fare colazione invece non viene accettato perché definito troppo calorico e ricco di grassi, quindi donerebbe al corpo energia di pronto utilizzo che dopo poche ore svanirebbe lasciando spazio a stanchezza e fame.

Professa di seguire un regime alimentare ipocalorico, quindi non sempre facile fa seguire, per questo è importante, prima di decidere autonomamente di seguire questa dieta, parlare con un medico o nutrizionista di fiducia.

Seguire una dieta ipocalorica

Ricordate sempre che una buona dieta non toglie all’organismo nessuno dei macronutrienti essenziali per il benessere del corpo, e deve essere accompagnata da sano movimento.

Adamski sarà la vostra scelta?

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